la recensione della panchina

eccomi qui

oggi vi scrivo la prima parte della recensione del libro di alfonso liguori con il titolo che è la panchina

quei versi che definisco poesia che mi hanno commosso perché li sentivo miei che hanno toccato le corde del mio cuoricino con la consapevolezza di guardarsi negli occhi specchiandoti con l'altro accarezzarsi con delicatezza come se toccassi una cosa preziosa tremare con l'altro sensazioni che toccano i sensi parlarsi potendo gesticolare confidarsi dirsi le cose profonde parlarsi sottovoce nell'orecchio con l'animo in pace abbracciarsi con l'altro per sentirsi a casa per sentire il suo odore per sentire il battito nei nostri cuori per trovare la serenità

ve li scrivo così che possano commuovervi soprattutto toccare le corde del vostro cuore:

lentamente
le panchine scompaiono
dalle nostre città
lentamente svaniscono

non sono loro ad andarsene

ci vengono sottratte
come un furto di notte
mentre tranquilli stiamo
abbracciati al nostro cuscino
povere cose
ci vengono rapite
come in volo di notte
mentre siamo distratti
dalle preoccupazioni della vita

un gioco di prestigio:
le vedi e poi: oplà
non ci sono già più
le vedi e poi oplà
al loro posto appaiono
cascate inarrestabili
di tavoli da bar
di orribili dehors
di plastiche ingiallite

è la panchina è l'ultimo
gratuito baluardo
della socialità

sedersi a riposare
a fare conoscenza
a farsi confidenze
a godere dell'aria del sole
dei giochi dei bambini
o nella notte
del sospiro dei vecchi
del tempo e del silenzio
è solo a pagamento

è la panchina è il tiepido
refugium peccatorum
della sincerità

sedersi come un tempo
quando si era ragazzi
riparati dall'ombre dei viali alberati
sedere a regalarsi
cento e più abbracci ancora
rubando mille baci
confusi tra i sospiri
di intime carezze
è un ricordo svanito

è la panchina è il torbido
bisogno che s'arrende
di fronte all'infinito

è il racconto segreto
della cospirazione
l'abbandono del mondo
per la rivoluzione
il rendez-vous sognato
a ogni nuova illusione
che rapisce gli amanti
il salto clandestino
nei dolori contanti

è la panchina è l'ultimo
gratuito baluardo
della socialità
è il salotto dei poveri
il cinema infinito
di storie a cielo aperto
è una folla e un deserto
il palco di proscenio
su un sipario perpetuamente aperto

su questa malinconica poesia mi hanno colpito quattro versi che vi commento:

1. sedersi come un tempo
quando si era ragazzi
riparati dall'ombre dei viali alberati
sedere a regalarsi
cento e più abbracci ancora
rubando mille baci
confusi tra i sospiri
di intime carezze
è un ricordo svanito

il commento:

ho la sensazione di non essere capace di stare con un uomo di abbracciarlo di baciarlo di accarezzarlo tremo all'idea che accada mi spaventa mi viene più facile immaginare quei sentimenti puri che viverli perché ho il terrore di viverli di lasciarmi andare completamente con un uomo poi ho paura che la mia purezza se ne vada

questi sentimenti vissuti tra innamorati sono pochi perché l'amore è condivisione di chi sei con l'altro

certi sentimenti certi brividi non svaniranno mai finché si tremerà d'amore con il tuo innamorato

2. è la panchina è il torbido
bisogno che s'arrende
di fronte all'infinito

il commento:

la mia paura più grande è che quello che potrebbe succedere con l'intimità con un uomo cerco di reprimere inutilmente perché poi i miei desideri si esasperano mi spaventa l'eventualità di cambiare dopo quel momento

3. il salotto dei poveri

il commento:

credo che la povertà si possa vedere in modi diversi

ad esempio:

~ la povertà di animo

~ la povertà di valori

~ la povertà di umanità

~ la povertà di principi

credo che ci sia poveri di:

- se una persona ti tratta come un minus habens è povera

- se una persona ti tratta come fossi solo una disabile è povera

- se una persona ti tratta senza rispetto è povera

- se una persona ti tratta con superficialità è povera

4. il cinema infinito

il commento:

il cinema come un racconto di una storia di una regina con il re la loro principessina di svezia che lascia spazio ad altre storie su come mai la nonna le ha regalato la collana con le conchiglie o su come sia nata la passione per i cavalli o su come si sia appassionata alla storia delle stelle con le galassie che le riconduce alla medesima storia che li cucie come fili di una lunga serie di magie

vi lascio leggere la prima parte della recensione del libro di alfonso liguori con il titolo che è la panchina

una sognatrice che non smette di combattere ♡

Commenti

Post popolari in questo blog

la mia riflessione sul post goofynomics "e così che succede"

i miei pensieri sparsi