sono troppo severo con me stesso: il super io ipertrofico
eccomi qui
oggi vi parlo di un articolo di psicoadvisor che ha scritto anna de simone
SONO TROPPO SEVERO CON ME STESSO: IL SUPER IO IPERTROFICO
il super io rappresenta una sorta di censore interno che giudica gli atti e i desideri del soggetto ed è costituito da un insieme di divieti e norme che condizionano il comportamento.
ci sono persone che non riescono a perdonarsi nulla, si condannano per ogni minima sbavatura pretendendo da se stesse risultati eccelsi, impeccabili. secondo la teoria psicoanalitica, è in questo contesto che si manifesta il super io, ma facciamo un passo indietro.
"es, io e super io"
io, es e super io sono le tre istanze (teorizzate da freud) che muovono i fili della nostra personalità. secondo il padre della psicoanalisi, l’es sarebbe la parte più inconscia, più ancestrale e quella connessa puramente alla sfera pulsionale. secondo le teorie freudiane, noi, alla nascita, siamo governati solo dall’es perché non abbiamo ancora avuto modo di sviluppare l’io e il super io.
l’io può essere descritto come un “equilibratore”, è un’istanza in buona parte conscia e ha il difficile compito di gestire i conflitti interni e le pressioni provenienti dall’ambiente esterno. un approfondimento su come funzionano queste tre istanze intrapsichiche è disponibile nel mio articolo https://psicoadvisor.com/es-io-super-io-15604.html es, io e super io. in questo testo ci soffermeremo sul ruolo svolto dal super io.
"il ruolo del super io"
del nostro apparato psichico, il super io è l’unica istanza che si origina completamente per l’introiezione di qualcosa di esterno. secondo freud, il super io si origina dall’interiorizzazione dei codici di condotta, dei divieti, degli schemi di valore (bene/male, buono/cattivo, giusto/sbagliato…) che il bambino assume dal rapporto con i genitori.
il super io è costituito da un insieme eterogeneo di modelli comportamentali, oltre che di divieti e comandi, e rappresenta un ipotetico ideale verso cui il soggetto tende con il suo comportamento.
lo sviluppo del super io avviene in modo del tutto inconsapevole da parte del bambino; ma cosa significa che il bambino “introietta” divieti e regole comportamentali dettate dal genitore??
"come si forma il super io"
il bambino assimila come parte di sé qualcosa che è scandito dall’esterno, dalle “leggi” dettate dai genitori e anche dai comportamenti impliciti degli stessi genitori.
il mondo del bambino è composto dalle figure di accudimento (mamma e papà) e queste hanno un ruolo centrale nel forgiare la personalità (nel bene e nel male). quando si parla di super io, il bambino andrà ad assimilare la severità, le proibizioni ma anche i valori morali esperiti (in modo diretto o indiretto) dai genitori.
facciamo un esempio pratico. diciamo che andrea è un bambino che ha appena compiuto tre anni e che mamma e papà lo hanno sorpreso a grattarsi i genitali in pubblico. a una scena del genere, ogni genitore può avere la sua reazione… c’è il genitore che ci scherza su, quello che che inorridisce, quello che “non si fa e basta!“, chi agisce con uno “schiaffo punitivo”… questa reazione avrà un impatto sullo sviluppo del super io. anche perché i genitori generalmente hanno dei codici di condotta che mantengono costanti durante l’educazione del figlio. ecco, il bambino farà propri quei codici di condotta ma non in forma di concetti consapevolmente acquisiti o “consigli da seguire” ma sotto forma di un’entità inconsapevole che entrerà a far parte della propria struttura di personalità. questa entità giocherà un ruolo importante nello scandire comportamenti, ambizioni, ruoli e auto criticità.
stando a freud, il super io è composto da una coscienza e dall’ideale dell’io. mentre la coscienza è legata alla morale e al concetto di giusto e sbagliato, l’ideale dell’io è legato ai nostri standard. ecco, a questo punto diventa facile intuire come un super io rigido e fortemente sviluppato possa innescare una serie di disagi psicologici e configurare vere e proprie psicopatologie.
"essere troppo severi con sé stessi"
da quanto detto fin qui, si possono già fare alcune considerazioni: chi è troppo severo con se stesso tende a negare la propria sfera emotiva, teme i suoi sentimenti, le sue sensazioni, i suoi impulsi… quasi vive la sfera emotiva come un intralcio alla produttività e all’efficienza, questo è l’effetto di un super io severo e iper vigile.
quando il super io è predominante, l’io, risulta debole e, appunto, dipendente dal super io. ne consegue che l’io diventa succube di un sistema normativo rigido, fatto di pretese e standard elevati.
in un apparato psichico sbilanciato e dominato dal super io, l’io non riesce a soddisfare se stesso. il motivo?? l’io non riesce nemmeno a riconoscere i bisogni leciti ne’ tantomeno a soddisfarli per il semplice fatto che non è l’io a giudicare la liceità dei suoi bisogni. al contrario, è il suo super io che esercita la funzione del giudizio che si manifesta in tutta la sua intransigenza, condannando e somministrando sanzioni continue.
quando l’io è ben sviluppato, riesce a tenere a bada e mitigare le pressione derivanti dal super io e le pulsioni dell’es, non solo, riesce anche a gestire i conflitti che arrivano dal mondo esterno. l’io dovrebbe essere “il capitano della nave” in grado di mantenere la rotta, cioè capace di muoversi nel mondo nella direzione atta al soddisfacimento dei propri bisogni seguendo un principio di realtà (cioè, di accettazione delle ingiustizie, degli eventuali ostacoli incontrati sul percorso verso un obiettivo…).
"il paradosso"
in alcuni casi, chi ha sviluppato un super io particolarmente rigido, potrà vivere situazioni paradossali oscillando da un estremo all’altro e vivendo momenti di forte trasgressione. l’io debole ubbidisce al suo super io, però per attenuare le tensioni legate agli eccessivi standard e ai divieti, per recuperare un minimo di autonomia e anche in risposta delle pulsioni dell’es, tenderà a ribellarsi periodicamente al super io. questi momenti di ribellione danno vita a comportamenti paradossali che, in un secondo momento, saranno ammoniti dalla stessa persona che li ha commessi!! momenti di “trasgressione” che l’io stesso, successivamente (tornato sotto il pieno controllo del super io) considererà forti mancanze e sinonimo di debolezze.
nella dinamica conflittuale tra super io e io, certe volte, si esprime una sorta di dubbio che incarna il conflitto tra l’esigenza di obbedire all’autorità, rappresentata dal super io, e il bisogno di trasgredire al divieto. tale dinamica conflittuale rappresenta un grosso pericolo per l’io, pertanto viene spesso negata e trasformata (mediante molteplici meccanismi di difesa, primo tra tutti lo spostamento) in dubbi filosofici, problematiche ideative o altre questioni che generano vere e proprie elucubrazioni mentali (ruminazioni).
"la noncuranza materna e la rigidità del super io"
il concetto di super io si è evoluto fortemente nel panorama psicoanalitico dove, autore dopo autore, si è arrivati a definire uno scenario sempre più ampio e sfaccettato.
molto interessante la teoria dello psicoanalista wilfred bion che, partendo dalle impronte lasciate da sigmund freud e melanie klein, parla del super io come un oggetto in sé cattivo introiettato (1959) a causa di una carenza di contenimento materno delle identificazioni proiettive del bambino.
cosa significa?? anche in questo contesto il super io è una componente introiettata dall’esterno ma non solo a partire dalle norme e dai valori dettati dalla condotta genitoriale, wilfred bion entra nello specifico nel legame diadico madre bambino.
quando la madre non è in grado di contenere le angosce e le emozioni intense del piccolo, queste emozioni sono reintrodotte nel piccolo senza alcun processo di “elaborazione” e così vanno a costituire un oggetto interno severo con funzioni di super io. in questo stato mentale qualunque emozione è odiata in quanto percepita come troppo potente per poter essere contenuta dalla mente. il predominio di questa parte non consente un ottimale sviluppo del concetto di legame emotivo favorendo lo stabilirsi di legami disfunzionali con il prossimo. inoltre l’autore afferma che il deficit di contenimento materno favorisca la strutturazione del super io ed inibisca quella dell’io.
"il bisogno di controllare tutto"
secondo altri autori contemporanei, l’essere troppo severi con se stessi potrebbe essere legato alla mancata interiorizzazione di una figura accudente benevola e compassionevole. se la figura di attaccamento non ci ha consentiti di sviluppare auto compassione, tenderemo sistematicamente a negare e condannare tutti i vissuti negativi, divenendo intransigenti o addirittura cinici verso di sé e spesso anche verso il prossimo. in questo contesto, potrebbe subentrare il bisogno di controllare tutto, anche l’incontrollabile (ciò che pensano e fanno gli altri).
il bisogno di controllare tutto deriva dalla mancanza di fiducia nelle proprie risorse, che, a sua volta, è generata dagli elevati standard dettati da un super io rigido.
"egodistonia dettata dal super io"
il super io genera una ego distonia. la persona percepisce una sofferenza rispetto a qualsiasi sintomo psicologico che allontana da un obiettivo o da un ideale di sé (devo essere buono, devo essere sempre bravo a discapito di tutto, anche della mia stessa sofferenza).
come innescare un cambiamento?? l’inversione di rotta può partire proprio da questo: la persona potrebbe, anzi, dovrebbe, iniziare ad accettare qualsiasi emozione, qualsiasi sintomo di natura psicologica così da non riconoscere parti di sé come un problema da combattere. per un approfondimento: https://psicoadvisor.com/perche-diciamo-sto-bene-quando-in-realta-non-e-cosi-21159.html perché diciamo “sto bene” quando non è vero.
"i sentimenti legati a un’ideale dell’io rigido"
con il suo ideale dell’io, il super io condiziona i pensieri e i comportamenti del soggetto affinché questo tenda appunto allo standard ideale; le caratteristiche di questo standard saranno modellate sulla sintesi dei soggetti che hanno contribuito alla formazione del super io, in primis i genitori e altre figure autoritarie che di loro rappresentano un continuum.
il super io è quindi sempre coinvolto nel controllo dell’io e svolge un ruolo funzionale, tuttavia, quando è rigido e predominante fa sviluppare un senso del sé ipercritico.
come abbiamo visto, il super io non è un’istanza psichica ben determinabile, bensì una serie di processi mentali formatisi nel corso dell’infanzia e che perdurano per tutta la vita o fino a ulteriori evoluzioni dell’io.
il super io è indirettamente osservabile quando non si compie un’azione che si vorrebbe compiere. l’autocritica è una rappresentazione tangibile dell’azione del super io così come la sensazione di non essere abbastanza; secondo freud, è il super io sarebbe anche la fonte di questi sentimenti:
• vergogna;
• senso di colpa;
• angoscia;
• timore della punizione.
"il super io sadico nel disturbo narcisistico di perosnalità"
il super io funziona come una sorta di narcisismo autoreferenziale, è un’entità sovrannaturale alla quale ci si appella per placare le proprie ansie, inducendo uno stato illusorio permanente nella propria mente.
secondo l’autore otto kernberg, nel disturbo narcisistico di personalità, l’io è composto solo da aspetti idealizzati del sé e dell’oggetto (gli altri), ed è diventato per questo “grandioso”. così il paziente narcisista vaga in una realtà ricca di minacce, perché in ogni momento l’immagine grandiosa che ha di sé può essere invalidata.
per difendersi da questo rischio il narcisista è costretto a mantenere una certa distanza emotiva dagli altri che diventano automaticamente oggetto di rabbia e svalutazione. questa forte svalutazione dell’altro però non basta a metterlo al riparo dalle emozioni negative.
non tutti sanno che il narcisista deve fare i conti con sentimenti di estrema inferiorità generati proprio da un super io sadico, che prescrive solo doveri. il super io sadico, a livello dell’io, innesca sia un eccessivo bisogno di essere rassicurato che un forte sentimento di invidia verso gli altri.
l’altro è così sia fonte di autostima (necessario per confermare gli aspetti idealizzati del sé), sia un temibile rivale con il quale competere. tutti questi vissuti sfociano in un profondo senso di solitudine che kernberg chiama magnificent loneliness. per approfondire: https://psicoadvisor.com/i-meccanismi-di-difesa-del-narcisista-18517.html meccanismi di difesa nel narcisismo.
la fonte = https://psicoadvisor.com/sono-troppo-severo-con-me-stesso-il-super-io-ipertrofico-21298.html
vorrei fare diverse riflessioni su questo articolo:
1. il super io ti censura ciò che vorresti fare tu dicendoti di controllarti
2. ci sono persone che non riescono a perdonarsi per gli errori che fanno pretendendo di fare ancora meglio di quello che già fanno
3. l'io tiene in equilibrio i nostri conflitti interni e le pressioni esterne
4. il super io e uno schema che ti proietta ciò che è bene/male, ciò che è buono/cattivo, ciò che è giusto/sbagliato... oltre a questo il super io ti va vedere la persona che vorresti essere, non ciò che sei veramente
5. come se la mia essenza fa ciò che sente nel profondo e l'ideale mi punisce
6. il fatto che ti controlli deriva dalla sfiducia in sé stessi perché pretendi troppo da te stesso
7. questo super io è darwiniano perché quello che vorrei essere nella mia percezione e non chi sono nella mia essenza di persona cioè chi sono io è quindi vuole andare agli estremi anche a discapito di altre persone e persino di soffrire anche in maniera esagerata ed estrema
8. il super io è quella cosa che ti fa sentire in difetto che non ti fa sentire abbastanza che si riflette anche con il comportamento con gli altri che nella tua proiezione non fanno abbastanza perchè sei tu che non ti senti abbastanza per te stesso
9. il super io e quello che vorresti essere tu e quello che vorresti fossero gli altri è se vedi che questa cosa non è reale vedi minacce o complotti quasi per sentirti rassicurato
10. il super io e una persona insicura che a bisogno di sentirsi rassicurare ed è anche invidioso verso gli altri
vi ho lasciato delle mie riflessioni così una persona potrà farsi una sua idea sull'articolo che ho scritto che mi potrà arricchirvi come persone che non è poco
una sognatrice che non smette di combattere ♡
oggi vi parlo di un articolo di psicoadvisor che ha scritto anna de simone
SONO TROPPO SEVERO CON ME STESSO: IL SUPER IO IPERTROFICO
il super io rappresenta una sorta di censore interno che giudica gli atti e i desideri del soggetto ed è costituito da un insieme di divieti e norme che condizionano il comportamento.
ci sono persone che non riescono a perdonarsi nulla, si condannano per ogni minima sbavatura pretendendo da se stesse risultati eccelsi, impeccabili. secondo la teoria psicoanalitica, è in questo contesto che si manifesta il super io, ma facciamo un passo indietro.
"es, io e super io"
io, es e super io sono le tre istanze (teorizzate da freud) che muovono i fili della nostra personalità. secondo il padre della psicoanalisi, l’es sarebbe la parte più inconscia, più ancestrale e quella connessa puramente alla sfera pulsionale. secondo le teorie freudiane, noi, alla nascita, siamo governati solo dall’es perché non abbiamo ancora avuto modo di sviluppare l’io e il super io.
l’io può essere descritto come un “equilibratore”, è un’istanza in buona parte conscia e ha il difficile compito di gestire i conflitti interni e le pressioni provenienti dall’ambiente esterno. un approfondimento su come funzionano queste tre istanze intrapsichiche è disponibile nel mio articolo https://psicoadvisor.com/es-io-super-io-15604.html es, io e super io. in questo testo ci soffermeremo sul ruolo svolto dal super io.
"il ruolo del super io"
del nostro apparato psichico, il super io è l’unica istanza che si origina completamente per l’introiezione di qualcosa di esterno. secondo freud, il super io si origina dall’interiorizzazione dei codici di condotta, dei divieti, degli schemi di valore (bene/male, buono/cattivo, giusto/sbagliato…) che il bambino assume dal rapporto con i genitori.
il super io è costituito da un insieme eterogeneo di modelli comportamentali, oltre che di divieti e comandi, e rappresenta un ipotetico ideale verso cui il soggetto tende con il suo comportamento.
lo sviluppo del super io avviene in modo del tutto inconsapevole da parte del bambino; ma cosa significa che il bambino “introietta” divieti e regole comportamentali dettate dal genitore??
"come si forma il super io"
il bambino assimila come parte di sé qualcosa che è scandito dall’esterno, dalle “leggi” dettate dai genitori e anche dai comportamenti impliciti degli stessi genitori.
il mondo del bambino è composto dalle figure di accudimento (mamma e papà) e queste hanno un ruolo centrale nel forgiare la personalità (nel bene e nel male). quando si parla di super io, il bambino andrà ad assimilare la severità, le proibizioni ma anche i valori morali esperiti (in modo diretto o indiretto) dai genitori.
facciamo un esempio pratico. diciamo che andrea è un bambino che ha appena compiuto tre anni e che mamma e papà lo hanno sorpreso a grattarsi i genitali in pubblico. a una scena del genere, ogni genitore può avere la sua reazione… c’è il genitore che ci scherza su, quello che che inorridisce, quello che “non si fa e basta!“, chi agisce con uno “schiaffo punitivo”… questa reazione avrà un impatto sullo sviluppo del super io. anche perché i genitori generalmente hanno dei codici di condotta che mantengono costanti durante l’educazione del figlio. ecco, il bambino farà propri quei codici di condotta ma non in forma di concetti consapevolmente acquisiti o “consigli da seguire” ma sotto forma di un’entità inconsapevole che entrerà a far parte della propria struttura di personalità. questa entità giocherà un ruolo importante nello scandire comportamenti, ambizioni, ruoli e auto criticità.
stando a freud, il super io è composto da una coscienza e dall’ideale dell’io. mentre la coscienza è legata alla morale e al concetto di giusto e sbagliato, l’ideale dell’io è legato ai nostri standard. ecco, a questo punto diventa facile intuire come un super io rigido e fortemente sviluppato possa innescare una serie di disagi psicologici e configurare vere e proprie psicopatologie.
"essere troppo severi con sé stessi"
da quanto detto fin qui, si possono già fare alcune considerazioni: chi è troppo severo con se stesso tende a negare la propria sfera emotiva, teme i suoi sentimenti, le sue sensazioni, i suoi impulsi… quasi vive la sfera emotiva come un intralcio alla produttività e all’efficienza, questo è l’effetto di un super io severo e iper vigile.
quando il super io è predominante, l’io, risulta debole e, appunto, dipendente dal super io. ne consegue che l’io diventa succube di un sistema normativo rigido, fatto di pretese e standard elevati.
in un apparato psichico sbilanciato e dominato dal super io, l’io non riesce a soddisfare se stesso. il motivo?? l’io non riesce nemmeno a riconoscere i bisogni leciti ne’ tantomeno a soddisfarli per il semplice fatto che non è l’io a giudicare la liceità dei suoi bisogni. al contrario, è il suo super io che esercita la funzione del giudizio che si manifesta in tutta la sua intransigenza, condannando e somministrando sanzioni continue.
quando l’io è ben sviluppato, riesce a tenere a bada e mitigare le pressione derivanti dal super io e le pulsioni dell’es, non solo, riesce anche a gestire i conflitti che arrivano dal mondo esterno. l’io dovrebbe essere “il capitano della nave” in grado di mantenere la rotta, cioè capace di muoversi nel mondo nella direzione atta al soddisfacimento dei propri bisogni seguendo un principio di realtà (cioè, di accettazione delle ingiustizie, degli eventuali ostacoli incontrati sul percorso verso un obiettivo…).
"il paradosso"
in alcuni casi, chi ha sviluppato un super io particolarmente rigido, potrà vivere situazioni paradossali oscillando da un estremo all’altro e vivendo momenti di forte trasgressione. l’io debole ubbidisce al suo super io, però per attenuare le tensioni legate agli eccessivi standard e ai divieti, per recuperare un minimo di autonomia e anche in risposta delle pulsioni dell’es, tenderà a ribellarsi periodicamente al super io. questi momenti di ribellione danno vita a comportamenti paradossali che, in un secondo momento, saranno ammoniti dalla stessa persona che li ha commessi!! momenti di “trasgressione” che l’io stesso, successivamente (tornato sotto il pieno controllo del super io) considererà forti mancanze e sinonimo di debolezze.
nella dinamica conflittuale tra super io e io, certe volte, si esprime una sorta di dubbio che incarna il conflitto tra l’esigenza di obbedire all’autorità, rappresentata dal super io, e il bisogno di trasgredire al divieto. tale dinamica conflittuale rappresenta un grosso pericolo per l’io, pertanto viene spesso negata e trasformata (mediante molteplici meccanismi di difesa, primo tra tutti lo spostamento) in dubbi filosofici, problematiche ideative o altre questioni che generano vere e proprie elucubrazioni mentali (ruminazioni).
"la noncuranza materna e la rigidità del super io"
il concetto di super io si è evoluto fortemente nel panorama psicoanalitico dove, autore dopo autore, si è arrivati a definire uno scenario sempre più ampio e sfaccettato.
molto interessante la teoria dello psicoanalista wilfred bion che, partendo dalle impronte lasciate da sigmund freud e melanie klein, parla del super io come un oggetto in sé cattivo introiettato (1959) a causa di una carenza di contenimento materno delle identificazioni proiettive del bambino.
cosa significa?? anche in questo contesto il super io è una componente introiettata dall’esterno ma non solo a partire dalle norme e dai valori dettati dalla condotta genitoriale, wilfred bion entra nello specifico nel legame diadico madre bambino.
quando la madre non è in grado di contenere le angosce e le emozioni intense del piccolo, queste emozioni sono reintrodotte nel piccolo senza alcun processo di “elaborazione” e così vanno a costituire un oggetto interno severo con funzioni di super io. in questo stato mentale qualunque emozione è odiata in quanto percepita come troppo potente per poter essere contenuta dalla mente. il predominio di questa parte non consente un ottimale sviluppo del concetto di legame emotivo favorendo lo stabilirsi di legami disfunzionali con il prossimo. inoltre l’autore afferma che il deficit di contenimento materno favorisca la strutturazione del super io ed inibisca quella dell’io.
"il bisogno di controllare tutto"
secondo altri autori contemporanei, l’essere troppo severi con se stessi potrebbe essere legato alla mancata interiorizzazione di una figura accudente benevola e compassionevole. se la figura di attaccamento non ci ha consentiti di sviluppare auto compassione, tenderemo sistematicamente a negare e condannare tutti i vissuti negativi, divenendo intransigenti o addirittura cinici verso di sé e spesso anche verso il prossimo. in questo contesto, potrebbe subentrare il bisogno di controllare tutto, anche l’incontrollabile (ciò che pensano e fanno gli altri).
il bisogno di controllare tutto deriva dalla mancanza di fiducia nelle proprie risorse, che, a sua volta, è generata dagli elevati standard dettati da un super io rigido.
"egodistonia dettata dal super io"
il super io genera una ego distonia. la persona percepisce una sofferenza rispetto a qualsiasi sintomo psicologico che allontana da un obiettivo o da un ideale di sé (devo essere buono, devo essere sempre bravo a discapito di tutto, anche della mia stessa sofferenza).
come innescare un cambiamento?? l’inversione di rotta può partire proprio da questo: la persona potrebbe, anzi, dovrebbe, iniziare ad accettare qualsiasi emozione, qualsiasi sintomo di natura psicologica così da non riconoscere parti di sé come un problema da combattere. per un approfondimento: https://psicoadvisor.com/perche-diciamo-sto-bene-quando-in-realta-non-e-cosi-21159.html perché diciamo “sto bene” quando non è vero.
"i sentimenti legati a un’ideale dell’io rigido"
con il suo ideale dell’io, il super io condiziona i pensieri e i comportamenti del soggetto affinché questo tenda appunto allo standard ideale; le caratteristiche di questo standard saranno modellate sulla sintesi dei soggetti che hanno contribuito alla formazione del super io, in primis i genitori e altre figure autoritarie che di loro rappresentano un continuum.
il super io è quindi sempre coinvolto nel controllo dell’io e svolge un ruolo funzionale, tuttavia, quando è rigido e predominante fa sviluppare un senso del sé ipercritico.
come abbiamo visto, il super io non è un’istanza psichica ben determinabile, bensì una serie di processi mentali formatisi nel corso dell’infanzia e che perdurano per tutta la vita o fino a ulteriori evoluzioni dell’io.
il super io è indirettamente osservabile quando non si compie un’azione che si vorrebbe compiere. l’autocritica è una rappresentazione tangibile dell’azione del super io così come la sensazione di non essere abbastanza; secondo freud, è il super io sarebbe anche la fonte di questi sentimenti:
• vergogna;
• senso di colpa;
• angoscia;
• timore della punizione.
"il super io sadico nel disturbo narcisistico di perosnalità"
il super io funziona come una sorta di narcisismo autoreferenziale, è un’entità sovrannaturale alla quale ci si appella per placare le proprie ansie, inducendo uno stato illusorio permanente nella propria mente.
secondo l’autore otto kernberg, nel disturbo narcisistico di personalità, l’io è composto solo da aspetti idealizzati del sé e dell’oggetto (gli altri), ed è diventato per questo “grandioso”. così il paziente narcisista vaga in una realtà ricca di minacce, perché in ogni momento l’immagine grandiosa che ha di sé può essere invalidata.
per difendersi da questo rischio il narcisista è costretto a mantenere una certa distanza emotiva dagli altri che diventano automaticamente oggetto di rabbia e svalutazione. questa forte svalutazione dell’altro però non basta a metterlo al riparo dalle emozioni negative.
non tutti sanno che il narcisista deve fare i conti con sentimenti di estrema inferiorità generati proprio da un super io sadico, che prescrive solo doveri. il super io sadico, a livello dell’io, innesca sia un eccessivo bisogno di essere rassicurato che un forte sentimento di invidia verso gli altri.
l’altro è così sia fonte di autostima (necessario per confermare gli aspetti idealizzati del sé), sia un temibile rivale con il quale competere. tutti questi vissuti sfociano in un profondo senso di solitudine che kernberg chiama magnificent loneliness. per approfondire: https://psicoadvisor.com/i-meccanismi-di-difesa-del-narcisista-18517.html meccanismi di difesa nel narcisismo.
la fonte = https://psicoadvisor.com/sono-troppo-severo-con-me-stesso-il-super-io-ipertrofico-21298.html
vorrei fare diverse riflessioni su questo articolo:
1. il super io ti censura ciò che vorresti fare tu dicendoti di controllarti
2. ci sono persone che non riescono a perdonarsi per gli errori che fanno pretendendo di fare ancora meglio di quello che già fanno
3. l'io tiene in equilibrio i nostri conflitti interni e le pressioni esterne
4. il super io e uno schema che ti proietta ciò che è bene/male, ciò che è buono/cattivo, ciò che è giusto/sbagliato... oltre a questo il super io ti va vedere la persona che vorresti essere, non ciò che sei veramente
5. come se la mia essenza fa ciò che sente nel profondo e l'ideale mi punisce
6. il fatto che ti controlli deriva dalla sfiducia in sé stessi perché pretendi troppo da te stesso
7. questo super io è darwiniano perché quello che vorrei essere nella mia percezione e non chi sono nella mia essenza di persona cioè chi sono io è quindi vuole andare agli estremi anche a discapito di altre persone e persino di soffrire anche in maniera esagerata ed estrema
8. il super io è quella cosa che ti fa sentire in difetto che non ti fa sentire abbastanza che si riflette anche con il comportamento con gli altri che nella tua proiezione non fanno abbastanza perchè sei tu che non ti senti abbastanza per te stesso
9. il super io e quello che vorresti essere tu e quello che vorresti fossero gli altri è se vedi che questa cosa non è reale vedi minacce o complotti quasi per sentirti rassicurato
10. il super io e una persona insicura che a bisogno di sentirsi rassicurare ed è anche invidioso verso gli altri
vi ho lasciato delle mie riflessioni così una persona potrà farsi una sua idea sull'articolo che ho scritto che mi potrà arricchirvi come persone che non è poco
una sognatrice che non smette di combattere ♡
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